Valentina

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Valentina ha quarant’anni, una mansarda stellata e un lavoro pieno di numeri che lei ancora non ha decifrato bene. Cresciuta negli anni novanta, quando i pantaloni li portavamo a vita alta e ci riempivamo i polsi di braccialetti colorati che trovavamo nel Cioè. Valentina è cresciuta nei boschi come me, andava a funghi con suo nonno e starnutiva quando lui imbracciava il fucile per andare a caccia. E’ allergica alla violenza lei. Anche alle mattine senza sole, eppure me la ricordo ancora quando la sua stagione preferita era l’autunno e ci si poteva nascondere la faccia sotto maglie dal collo alto. Dice di essere selvatica, ma poi alla fine le basta sorridere per conquistare tutte le vite che vuole. Ride, ancora come le bimbette spensierate e viaggia, in giro per il mondo, tutte le volte che può. E da ogni viaggio porta con sé qualche insegnamento e lascia in giro pezzi di anima, come fossero sassolini per farsi ritrovare. In questi anni ho viaggiato con lei solo con il pensiero, il mio locale mi tiene incastrata in Langa a servire dolcetto. Eppure mi sembra di averli vissuti tutti quei cieli lì, quei deserti e quelle albe. Valentina fa foto a colori anche quando le scatta in bianco e nero. Eppure lavora con i numeri, anche se, ci scommetto, le tabelline ancora non le ha imparate mica tanto bene. Un pomeriggio di fine estate se ne stava nel suo ufficio, quando è entrato Luca. Il tecnico nuovo dei pc. Sposato con la fidanzatina a cui ha tolto la verginità. Due figlie, un cane e il mutuo. Luca è uno sportivo, prende a pugni il sacco per scaricare la rabbia. E quanta ne ha Luca di rabbia, se ne sta lì, sepolta negli occhioni grandi e scuri. Sepolta sotto la sua malattia. Luca ha il diabete. E mangia sano da quegli esiti. Non si ciba di animali. E si veste rispettando l’ambiente. Luca le entra nello stomaco come un pugno ben dato. Come quando da bambino cadevi di pancia e rialzandoti ti mancava il fiato per sette secondi. Me lo ricordo il suo sms “Luna mi sono innamorata. È sposato. Non lo voglio. Ma cazzo l’ho trovato. È lui.” Da quel giorno son passati tre anni. E Luca e Valentina si sono innamorati per davvero. Si sono trovati per davvero. Lui è quell’uomo che le aggiusta il lavandino quando perde e le porta la minestrina quando lei è a casa malata. Lei è quella donna che lo fa sentire maschio, quella che lo guarda negli occhi mentre glielo prende in bocca e lo fa tremare ancora dopo l’orgasmo.  Valentina e Luca si sono anche fidanzati, lui le ha regalato un anello, come si fa nei film d’amore. E poi si son comprati i cappotti uguali, per stare sempre uno nel calduccio dell’altra, quando l’inverno torinese ti fa battere i denti. Valentina vive ancora nella sua mansarda, quella dove le ho dipinto il muro di rosso e dove lei ha attaccato le stelline sul soffitto. Quelle che di notte s’illuminano davvero. Valentina dorme da sola da quasi dieci anni, eppure, secondo me il buio le fa ancora un po’ paura. Luca invece questi dieci anni e quasi tutti i dieci prima, li ha passati nello stesso letto, con la moglie. Una moglie che ama e che dice di rispettare. Quelle donne belle e sorridenti che sanno mandare avanti la casa e i bambini e la sera, dopo cena, con la giornata sulle spalle, ti preparano comunque il baracchino del pranzo per il giorno dopo. La moglie, lei, si prende cura di lui, nella buona e nella cattiva sorte, gli lava le mutande, gli stira i vestiti e la domenica esausta dalla settimana, gli salta addosso e lo fa godere; forse pensa alla lista della spesa nel mentre, o forse ai calzini da rammendare, ai compiti delle figlie o a che ora deve andarle a riprenderle dalle amichette. La moglie, lei, gli è stata sempre vicino, in salute e in malattia, anche quando il diabete l’ha trascinato in ospedale. Anche quando era lei a dover mandare avanti la baracca. E Valentina si addormenta da sola ogni notte. Nelle lenzuola che profumano del giovedì. Il suo giorno preferito. Quello in cui lui, va da lei e tutto il mondo fuori non esiste più. Valentina tutte queste cose le sa, eppure non vuole mai sentirsele dire. Lei lo sa che lui ha una moglie. Lei lo sa che il week end, la parte della settimana che detesta di più, non può sentirlo perché lui è con lei. E se ne sta lì, appesa nella sua vita, tra un aperitivo con gli amici e un’escursione qui da me. Se ne sta lì, in montagna o a qualche grigliata, a guardare nervosamente il telefono. Appesa. Il venerdì, puntualmente, nel messaggio audio del buongiorno, quello delle sette del mattino, alla fine, mi dice sempre “che palle Lu, domani è sabato”. Che vuol dire: “Che palle Luna, domani è sabato e io dovrò stare due giorni in attesa che lui possa mandarmi un messaggio. Non passerò il week end con nessun uomo che mi accompagni a far la spesa, non farò l’amore con nessuno, e cenerò a casa di qualche coppietta felice che mi vomiterà in faccia la grandiosità del loro nuovo televisore al plasma, comprato in settantadue comode rate.”  Valentina crede nel karma, ci pensa sempre lei. Dice che non si fanno queste cose ad un’altra donna. Valentina si violenta sempre. Ogni volta che lo bacia. Ogni volta che gli scrive. Ogni volta che non gli scrive. E anche Luca crede nel karma. Sa che a Valentina sta rubando la vita. Sa che dovrebbe lasciarla andare, ora che le sue tette non hanno ancora perso contro la forza di gravità. Ora che sul mercato qualche scapolo decente c’è ancora. E una volta me l’ha anche detto. Quell’unica volta in cui è venuto da me. Da solo. Per un caffè. Voleva vedermi Luca. Quasi se conoscendo me, potesse avere qualche pezzo in più di lei, da portarsi addosso. Me l’ha detto Luca che si sente in colpa per la vita che le ruba. Me l’ha detto Luca che Valentina è il fottutissimo e dannato amore della sua vita e non una scopata, perché fosse solo quello, pagherebbe una escort. Me l’ha detto che non può lasciare la moglie perché ha delle responsabilità. Mi ha detto tutto rimanendo in silenzio. In quell’unico mezzo abbraccio eterno, durato pochi secondi.  E io gli ho creduto. Ho creduto al suo silenzio. Certe volte le cose che non si dicono sono potenti e prepotenti più di quelle urlate. Come tutte le volte in cui Valentina guardandolo negli occhi e baciandolo, l’ha scongiurato di lasciare sua moglie. Eppure ad alta voce non l’ha mai detto neppure a me. E quando sono io a dirle di chiederglielo lei si arrabbia molto.  “No Luna, io non glielo chiederò mai. Lui non la lascerà mai, me l’ha detto il primo giorno. E poi io non voglio che lui la lasci per me. No poverina”.  Io non lo so se Vale non glielo chiede per paura di un rifiuto o per quella di ferirlo. Non lo so se lei non glielo chiede per non ferirsi. E non so neppure se a Luca farebbe piacere sentirselo chiedere. Così il tempo passa. E Luca e Valentina si sono lasciati di nuovo. Per quasi un anno. Un anno in cui lei l’ha cancellato dalla rubrica e bloccato. Un anno in cui, ogni giorno, io controllo su whatsapp se lui si è collegato, se è ancora vivo. Perché son così ste cose, se uno dei due morisse, toccherebbe a me avvisare l’altro. Dire “ehi ciao, sai l’amore della tua vita ci ha lasciato. E tu hai sprecato ogni notte a non dormirgli accanto”.

Poi è arrivato un altro venerdì, e alle tre del mattino Valentina è stata svegliata da una sensazione. Sul telefono silenzioso il messaggio di Luca. Lui era sotto casa. Lei si è alzata, sistemata e scesa. Dopo un anno di silenzi. Dopo un anno di ognuno la propria vita. Dopo un anno in cui lui ha continuato la sua matrimoniale e in cui lei non è riuscita a cogliere nessuna occasione, perché ancora incastrata in quell’anello. E si sono baciati. Hanno pianto loro. Ripetendosi di essere uno l’amore della vita dell’altro.

Io non lo so qual è la cosa giusta. E non so manco se il senso della vita sia per forza l’amore. Non lo so se sia giusto lasciare una moglie e due figlie per una donna che si ama di più della luna nel cielo. Io Valentina la conosco. Lei i calzini li butta, non li rammenda e il baracchino al massimo te lo prepara due volte in un anno, quando si ricorda che ha i fornelli. Se la fai incazzare Valentina, il baracchino te lo tira in faccia. Però di rimanere appesa lei, mica se lo merita. E Luca poi, io lo so com’è. Tutto pieno di principi. Tutto pieno di cose giuste e cose sbagliate che proprio non si fanno. Lo so che il rimorso di aver ferito la mamma delle sue bimbe lo ucciderebbe un po’. Eppure sono una moglie pure io. E sapere che mio marito mi dorme accanto ogni notte, pensando ad un’altra donna, non so se lo accetterei.

E come al solito nessun libretto d’istruzioni. Nessun insegnamento carpito dai cartoni della Walt Disney che miravano a formarci.

La domanda è : “scusi per la felicità tiro dritto o giro a destra?”

Autore: Luna

Mi chiamo Luna, ho 32 anni, un marito, una cagnolina, una vespa rossa e una punto sgangherata color puffo, di nome Dorothy. Sono nata a Lugo di Ravenna, da mamma toscana e papà calabro piemontese. Più calabro forse. Ho anche un fratello e due nipotini dai capelli arancioni. Ho una migliore amica di nome Elena che ama i gatti e odia i bimbi e tifa granata. La mia città, quella che sento casa è Torino, ma adesso per un susseguirsi di eventi assurdi, vivo nelle Langhe, dove ho un piccolo bar con l’amore della mia vita, il mio sopracitato marito. Uno abbastanza figo, con i tatuaggi e la voce rauca. La chitarra elettrica sempre attaccata e tanti sogni e rimpianti, da sfumare tutto il cielo sopra la mia testa. Ho scritto un libro (PornoLove*) una specie di libro, è un po’ incasinato e confuso, ma ci sono dentro tante storie e tante persone e tante emozioni. L’ho scritto perché era l’unica cosa che potevo fare mentre la mia vita mi prendeva a calci e poi certi giorni mi sorrideva.

4 pensieri riguardo “Valentina”

  1. come racconti tu le cose ti entrano dentro,ti graffiano,ti fanno un po’ male,ma anche sorridere. Non lo sai,ma un po’ Valentina lo sono stata anch’io,pero’alla fine l’amore me lo sono preso,e ne sono contenta perche’ mi sono ritrovata dopo un lungo vagare. Abbracciala Valentina anche per me😉

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  2. Ciao
    Io sto vivendo (ho vissuto)la stessa identica situazione,solo a ruoli inversi.A prescindere che non sia giusto vivere una storia d’amore così,ne per l’uno ne per l’altra,che male c’è se ti fa stare bene?Salutala Valentina da parte mia.

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  3. X la felicità gira a destra!
    Se sei innamorato di un’altra donna devi starci insieme!!!! Sarà durissima io ci sono passato! Amici e parenti ti giudicheranno ma col tempo tutto si sistema! Anche i figli mi hanno odiato ma poi hanno visto che ero un bravo papà anche dopo…… che mi prendevo cura di loro anche dopo…. la vita è breve!!! Carpe diem

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