F

call
Fabio ha quarantatre anni ed è nato a febbraio, come me.
È del segno dei pesci, come me, ma lui l’oroscopo di Brezsny il venerdì, mica lo legge.
È tifoso di una squadra locale che è arrivata in serie A per miracolo.
Ha gli occhi nostalgici o misteriosi, forse si dice profondi, comunque quegli occhi lì che fanno sbarellare le donne.
Ha labbra carnose e i peli sul petto, a dimostrazione che forse, qualche uomo dei tempi miei, lì fuori, tra lampade e depilazioni, sopracciglia rifatte e manicure, c’è ancora.
Fabio suona la chitarra, ma ha l’energia di un batterista.
Ha una moglie, una figlia e un cane. Un cane vero eh, non quelli piccolini che sembrano dei topi. Un cane ciccione e potente.
Fabio ha il cazzo grosso. L’ho visto in una di quelle foto porche che manda alla mia amica. Loro fanno così. Passano la giornata a raccontarsi, o meglio, lei si racconta, le apre il cuore e lo stomaco e tutto quello che può lo tira fuori. Tutto. Come se lui fosse un grande contenitore ermetico in cui mettere tutta sé stessa.
E poi, tutti i giorni, quasi alla stessa ora, fanno una porno chiamata.
Lei ha un uomo che non sa scoparsela.
Lui ha una moglie da troppi anni.
E si sa, siamo fatti di carne e ormoni e brividi. E così si toccano al telefono e vengono uno nell’orecchio dell’altra. Aspettando il giorno, il posto, la scusa, per sentirsi uno ADDOSSO all’altra.
E poi tornano ognuno alla propria vita.
Lui guida fino a casa, dalla figlia che gli corre incontro buttandogli le braccia al collo.
Lei viene da me e si fa uno spritz, ogni tanto se è particolarmente giù anche due. E ascolta la musica con gli occhi chiusi e le braccia al cielo. Balla. Come se nessuno la vedesse. E quando qualcuno la nota, il suo uomo, quello reale, l’abbraccia da dietro, le sposta i lunghi capelli neri e le bacia il collo. Come fanno i cagnolini quando pisciano negli angoli per marcare il territorio.
Ma lei, forse, non è territorio di nessuno, forse non lo è mai stata veramente di qualcuno. Ha amato certo, qualche volta il cuore le è battuto così forte nel petto che sembrava uscirle fuori. Ma non so se si sia mai sentita di un uomo. Sentita davvero.
La mia amica poi, dopo esser stata marchiata, torna dentro, guarda la gente che ride con i bicchieri in mano e sorride. Aspettando forse che qualcuno accetti la sua natura. Quella natura che l’ha fatta sentire sbagliata per tanto tempo.
E aspetta che venga domani e che Fabio alle 8.30/8.45 le mandi un nuovo buongiorno. Non glielo manda mai lei per prima. E lui si lamenta. Ma lei è così. Le piace essere cercata. E voluta. E poi forse, le piace fuggire e farsi rincorrere.
Quando era piccola, si nascondeva sempre per vedere se i genitori la cercavano. Ma quelli, non la cercavano mai. È così che ha imparato a leggere l’orologio. Guardando le lancette che scorrevano nell’attesa che qualcuno si accorgesse della sua assenza.
La mia amica e Fabio, ogni tanto poi, litigano anche. Pensavo io che i rapporti virtuali fossero facili. Tutti porcate e leggerezza e invece lei, non è capace. Ci mette sempre un pezzetto d’anima e lui quel pezzetto lo raccoglie, con la risata di un bambino. E ogni tanto la rabbia di un adulto.
Fabio, lui, è esperto di donne non ufficiali, ne ha avute tante. È così lui. Gli piace quella roba dei primi momenti, di quando ti conosci e poi ti corteggi e ti dici le prime cose porche e poi anche le seconde e le terze. Ma poi si annoia Fabio. E se per caso gli batte il cuore fuori dal matrimonio, lui chiude. Perché sua moglie, lui, la ama. La ama da 10 anni. La ama sempre.
La mia amica invece non l’ha mai tradito il compagno. Ha deciso un giorno d’estate che quello era l’amore della sua vita e che mai e poi mai avrebbe fatto entrare qualcun altro ancora, nelle sue mutandine. Quasi un patto forzato con la nuova se stessa che ha creato, per punirsi di quella che era prima. Prima della vita normale dice lei.
Ma io qualche dubbio su tutta questa faccenda ce l’ho.
La domanda è : “mandarsi foto e video porno, cercarsi tutto il giorno. Scriversi. Venirsi nell’orecchio e raccontarsi, non è comunque tradimento anche se non ci si è mai toccati?
Pesano di più 21 grammi di anima o 21 di pelle?”